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	<title>andrearastelli.net &#187; stories</title>
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	<description>Memento Audere Semper</description>
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		<title>Punto D&#8217;Incontro</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 22:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rastelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[My stuff]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>

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		<description><![CDATA[Paulo Coelho, sul suo blog, proprio oggi, ha scritto un interessantissimo articolo sulla felicità. The Accommodating Point In one of my books (The Zahir), I try to understand why people are so afraid of changing. When I was right in the middle of writing the text, I came across an odd interview with a woman who had just written a book on – guess what? – love. The journalist asks whether the only way a human being can become happy is to find their beloved. The woman says no: “Love changes, and nobody understands that. The idea that love leads to happiness is a modern invention, dating from the late 17th century. From that time on, people have learned to believe that love should last for ever and that marriage is the best way to exercise love. In the past there was not so much optimism about the longevity of passion. “Romeo and Juliet isn’t a happy story, it’s a tragedy. In the last few decades, expectation has grown a lot regarding marriage being the path towards personal accomplishment. Disappointment and dissatisfaction have also grown at the same time.” According to the magical practices of the witchdoctors in the North [...]]]></description>
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		<title>The grin of the moon</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rastelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[poetry]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>

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		<description><![CDATA[l&#8217;uomo col cappello e il papillon era fermo. al centro della strada. gambe incrociate e mani posate sul bastone. il cappello leggermente inclinato in avanti, a coprire gli occhi. la luna alta nel cielo. a fissarlo, lasciando dietro di lui un ombra netta. e nera. la strada, libera in entrambe le direzioni, pronta ad esser solcata dalle sue scarpe nere. quella porta, ultimo ostacolo. alta, di legno bianco, con intarsi d&#8217;argento. decorazioni di una notte stellata degne di van gogh. fermo, l&#8217;uomo pensava. aprirla, varcarla e aspettarsi tutto il possibile. non aprirla e proseguire. alzò la testa, e con occhi glaciali osservò. non un filo di vento. non un canto di cicale. non una lucciola a far luce. solo la luna a sorridere dall&#8217;alto. sorriso beffardo, ultimo capitolo di una storia non molto diversa. un passo in avanti. più vicino alla porta. più vicino ad ogni intarsio. intarsi che, in una loro lenta inarrestabile danza, davano alla porta un tocco macabro. e irresistibile. la torre, sullo sfondo, nera come la notte, con il suo richiamo. la rosa nel taschino, ricordo mi mille mondi. la mano sulla maniglia. il ghigno della luna.]]></description>
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		<title>Razza Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 18:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rastelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[My stuff]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>

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		<description><![CDATA[Solitamente non mi metto a scrivere di altri argomenti che non siano relativi all&#8217;animazione o alla programmazione. Solitamente. Alcuni fatti degli ultimi mesi mi hanno fatto riflettere molto sul tipo di persone che, con l&#8217;avanzare del tempo, popola il mio paese. Si, perché più si ascoltano le notizie al telegiornale, più si finisce con l&#8217;ascoltare solamente una parte della grande informazione. Così come leggere solamente giornali e articoli online significa la stessa cosa. Man mano che passa il tempo, rispetto a quello che si sentiva in televisione quando ero più piccolo, le cose assumono sempre di più una connotazione improbabile. Ragazzi di sedici anni che tentano di dare fuoco a dei barboni. E spesso ci riescono. Sedici anni. Non so se è chiara la cifra. Ragazzi che invece di uscire con le ragazze, invece di andare al cinema a vedersi un bel film o invece di fare qualunque altra cosa, preferisce andare in giro con un accendino in mano, per distruggere non solo la loro di vita. Non gli basta più. Ora vogliono distruggere anche quella di chi è già stato più che pesantemente offeso dalla società. Tempo fa, lessi un articolo su repubblica.it. Quel ragazzo senza braccia sul treno [...]]]></description>
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		<title>Larga la foglia, stretta la via&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 18:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rastelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[stories]]></category>

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		<description><![CDATA[Larga la foglia Stretta la via Dite la vostra Che io ho detto la mia O almeno così dovrebbe essere. Credo. Succedono delle cose, a volte. E a volte non è possibile capirle fino in fondo, o nemmeno come si dovrebbe. &#8220;Cresci&#8221; ti dicono. E te lo dicono fin da piccolo. Come se si dovesse metter fretta alla vita. Non ha senso. Si dovrebbe poter dare almeno un motivo per cui crescere. &#8220;Cresci, così puoi baciare qualcuno&#8220;. Questo si che dovrebbe essere un ottimo motivo per crescere. Io mi vorrei sbrigare a crescere se fossi piccolo e se mi venisse fatta questa proposta. Di solito si cresce con un bacio. Molte cose iniziano con un bacio. Molte storie, molti giorni, molti momenti. Certo, un bacio è corto. Dura pochi secondi. Anzi, spesso e volentieri da un bacio ne partono molti altri. E per ogni bacio che si conclude qualcosa cambia. E si cresce.]]></description>
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